Quello che si è aperto qualche giorno fà è un biennio fondamentale per il beach italiano. Nei prossimi due anni l’Italia avrà il compito e l’opportunità di organizzare due eventi di massimo livello che potrebbero far decollare un movimento già in forte crescita.
Roma sarà infatti il luogo nel quale il prossimo maggio (17-23) verrà organizzata una delle tappe più importanti del World Tour 2010. Quest’anno infatti la tappa italiana sarà il primo dei 6 Grand Slam del circuito 2010 e ospiterà nella stessa settimana sia le ragazze che i ragazzi, offrendo un premio totale di 300.000 $ per ciascuno dei due tabelloni.
Ma il crescendo di responsabilità, iniziato lo scorso anno con l’organizzazione del meeting maschile di Maggio, continuerà nel 2011 quando sempre a Roma, verranno organizzati i prossimi Campionati del Mondo; i tedeschi Brink e Reckermann dovranno quindi provare a difendere all’ombra del colosseo, il titolo conquistato quest’estate a Stavanger.
Ma cosa significa tutto questo per il beach italiano? Secondo me è cruciale. Per colmare il gap di rusultati con i top players internazionali è necessario innescare un meccanismo che porti sulla sabbia molti e molti giovani giocatori dai quali attingere, nuovi talenti. Ma è proprio qui che diventa difficile; no basta organizzare 2 settimane di grande beach volley per produrre questi effetti.
Secondo me, per supportare e permettere lo sviluppo del movimento si devono affiancare a queste lodevolissime iniziative, due fondamentali attività: la copertura media degli eventi e la disponibilità di strutture attrezzate e tecnici di qualità. Proprio i due eventi italiani dovrebbero essere trasmessi e diffusi in modo ampio con copertura di news, immagini e magari con dirette su tutti i media (pensate ad una bella diretta in web streaming). Non tutti gli appassionati potranno andare a Roma ed è soprattutto necessario far promozione verso quei target non ancora raggiunti. Il compito per altro è abbastanza semplice; il beach è uno degli sport più spettacolari in assoluto e avendo costi di produzione contenuti (necessita di poche telcamere) basta un buon commento; un mix di approfondimento tecnico e coinvolgimento emotivo e il risultato è praticamente assicurato (Sky Sport docet).
Subito dopo però, dovrà essere la federazione a promuovere la nascita di strutture che permettano di giocare a beach tutto l’anno e non solo a Milano e a Roma. Inoltre la formazione di tecnici specializzati e la cultura del coaching (molti atleti di alto livello si autogestiscono la preparazione) sarà fondamentale per iniziare il cammino di avvicinamento al top level.
Tutto il resto verrà naturalmente; in particolare gli sponsor. Quando si mette a disposizione grande visibilità in un contesto di alta qualità non sarà impossibile raccogliere presenze importanti da parte di molte grandi aziende che supporteranno, con risorse economiche fresche, un ambiente che anche di questo ha bisogno.







Avete ancora voglia di mettervi alla prova? se non siete ancora stanchi di tornei sono in arrivo un po’ di appuntamenti all’aperto che ci permetteranno di dare l’arrivederci all’estate.
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